
Regina Viarum
Antonio Coppa
Francesco Tanzillo

Sin dalla sua concezione, la Via Appia fu intesa come un vettore di proiezione verso l’Oriente, sostenuto da impellenti esigenze militari: raggiungere, nel modo più rapido e sicuro possibile, l’antica Capua, in sole 132 miglia. Oltre agli evidenti risvolti politici ed economici, l’Appia fu soprattutto una straordinaria impresa di ingegneria civile. Le sue ardite e innovative soluzioni tecniche ne fecero il modello fondamentale di strada pubblica romana, un exemplum capace di ridefinire radicalmente l’assetto del territorio, tanto da meritare il celebre appellativo di Regina Viarum. Lo studio e la conoscenza del sistema Appia, da un punto di vista archeologico e architettonico-ingegneristico, offrono uno sguardo privilegiato sul passato, che consente al contempo di sviluppare riflessioni non secondarie sul futuro. La mostra vuole insinuare una idea che superi l’aura di intangibilità da monumento e che si sporchi con il lavoro e la sensibilità di autori tutti accuratamente selezionati per essere diversi, per attitudini, pratiche e teorie, ma uniti in una visione di insieme perfettamente rispondente al modello della provocazione proposta.















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