
Paolo Antonio Martini
Laurence Morel
(a cura di)
«Deve la storia essere veramente lo specchio della vita umana, non per narrare asciuttamente i casi occorsi a un principe o a una repubblica, ma per avvertire i consigli, i partiti ed i maneggi degli uomini, cagione poi delle felici od infelici azioni» [GV]
Nel proemio della Seconda parte delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori Giorgio Vasari dichiara che non era sua intenzione di «fare una nota degli artefici e un inventario […] dell’opere loro» e di segnalare delle stesse «il numero ed i nomi» ma investigare, nell’ambito delle arti, «diligentemente i modi, le arie, le maniere, i tratti e le fantasie de’ pittori e degli scultori» proponendosi di «far conoscere a quelli che questo per sé stessi non sanno fare, le cause e le radici delle maniere e del miglioramento e peggioramento delle arti accaduto in diversi tempi e in diverse persone». Nel corpus eterogeneo delle ‘Vite’ ricorrono, in realtà, notizie di prima mano, precisazioni tecniche, riflessioni estetiche e digressioni sulla cultura dei secoli rinascimentali. In questo libretto sono raccolti, in forma antologica e discorsiva, alcuni incroci tematici che implicano aperture ipertestuali nell’ampia e comprensiva cornice dell’edificio storiografico e letterario del Vasari. [A.G.]















Nel ventre della falce 